La pittrice Vittorina De Luigi di Campestro

Di Guglielmo Possa, Italia

Carlo, il nonno di Vittorina De Luigi (1913-2007), era emigrato da Campestro (Ticino) nel 1879 a Roveleto di Cadeo, provincia di Piacenza (Italia), assieme ai due fratelli Giovanni e Luigi, stabilendosi sul podere Fornace Vecchia. La nipote Vittorina, a 23 anni, iniziò la sua carriera artistica in Italia, riconosciuta , nelle varie recensioni di mostre ed esposizioni, come l'”acquafortista svizzera” o l'”acquafortista ticinese”.

Già da piccola Vittorina dimostrò speciale inclinazione per l’arte del disegno e della pittura, subito incoraggiata dal padre Guglielmo, dilettante appassionato che la coltivò con cura particolare nei primi insegnamenti elementari, desideroso di poter realizzare nella sua figliola il sogno della propria gioventù, ostacolato allora da sbagliate prevenzioni della sua famiglia.

Apprese i primi veri elementi tecnici presso il Regio Istituto di Belle arti di Parma (Italia) e successivamente si trasferì a Milano ove, sotto la guida di due valenti insegnanti, i professori Lentini e Colombo, completò gli studi al Regio Liceo Artistico di Brera nell’anno 1936.

Non si limitò ad apprendere le sole nozioni necessarie al conseguimento del diploma ma si applicò con entusiasmo, oltre che per ottenere una sempre migliore perfezione, anche per arricchire la sua cultura di elementi nuovi quale le acqueforti, l’acquerello, i disegni a carboncino e le pitture ad olio.

Fu anche in Svizzera per un breve periodo ove raccolse ottimo materiale per i suoi lavori.

Dai vari giudizi e recensioni sulla sua produzione di acqueforti (che comprende anche vedute di Venezia, Lugano, Firenze, Piacenza), é d’uopo ricordare uno dei migliori lavori intitolato “Spighe di grano”.

spighe-di-grano-1936-2_picnik

“(…) L’Autrice ritrova magnificamente la sua personalità, che proprio qui pienamente l’afferma nelle realmente belle “spighe di grano”. Null’altro che dei covoni su un campo, con uno sfondo sfumato di nubi, ma qui si esprime realmente quello che l’autrice voleva dire: un senso di opima ricchezza che fa contrasto con la quasi desolazione della campagna; alcune spighe che pare, in parte, stiano per curvarsi sotto il vento che, lontano, più in alto, muove le nubi. La terra sconfina brulla nella zona dei nembi. Non squilibri, non eccessivi contrasti di masse oscure e di masse chiare, ma una vera, una armoniosa canzone di cose…”.

Dopo la seconda guerra mondiale, Vittorina si dedicò all’insegnamento del disegno ed educazione artistica presso gli Istituti statali e privati di Piacenza e della provincia.

Vittorina De Luigi, quarta ed ultima dei figli di Guglielmo, é mancata il 19 Gennaio 2007. Con Lei si è estinto il ramo dei De Luigi di Roveleto di Cadeo (Piacenza – Italia) in quanto altri discendenti di Carlo De Luigi, verso la fine degli anni ’40 erano ritornati in Svizzera nel Cantone di origine del loro avo, stabilendosi a Lugano.

Molte delle sue opere sono conservate nella “Casa Elvezia” in Roveleto di Cadeo ora di proprietà, per successione, dei nipoti Carla Vittoria e Guglielmo Possa.

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