Da bambino sognavo sempre di andare in America

Intervista di Claude Rossi all’ ottogenario Luigi Jacomelli emigrato in Nuova Zelanda

Nato a Semione in Val di Blenio oltre ottant’anni fa’, Luigi “Lui'” Jacomelli diventa un vero e proprio Pioniere dell’ emigrazione del XX secolo, nei paesi  “Down Under” ossia “Laggiu’in Fondo” .

Cresciuto a Vevey nel Canton Vaud (ma il Ticino sempre nel mio cuore così dice Luì),  frequentoò tutto il ciclo scolastico e  l’apprendistato di commercio che comprendeva pure l’apprendistato di fabbricante di scarpe. Svolse pure la scuola reclute e raggiunse il grado di caporale.

“Lui'” si sposa  in seguito con Lilotte “Lilot” (nata in Romania ed emigrata in Svizzera da ragazza) e nel 1952, all’età di ventisei anni, con la  moglie e i gemelli di 15 mesi Joseè e Sandro partono per la Nuova Zelanda, dove rimangono per 36 anni. Là  nascono altre due  figlie Christine e Karen.

Cosi’ con “Luì”, personaggio molto simpatico e molto amato da tutti i ticinesi e i loro discendenti ticinesi membri della Pro Down Under, ci siamo incontrati per questa intervista su un’isoletta della  Western Port Bay, a circa un’ora e mezza di automobile da Melbourne. Posto molto bello e molto amato da “Luì”. Lì iniziamo l’intervista e, affiancato dalla  moglie Lilot,   entusiasticamente, mi raccontano la storia della loro vita, le tante avventure del viaggio e i bei ricordi della loro permanenza nei paesi dell’Oceania.

Mi raccontano dell’incredibile partenza per la Nuova Zelanda senza neppure   il visto di entrata che ottengono durante il loro soggiorno a Colombo capitale di Ceylon, oggi Sri Lanka,  e per di più con due piccoli bambini.

Arrivati in Nuova Zelanda, come del resto avvenne per  tutti gli emigranti che non parlavano la lingua inglese, hanno dovuto adattarsi a fare un pò tutti i lavori,  come aiuto contadino nelle fattorie  e  lavori di manovalanza nelle fabbriche.  Come già detto era una situazione classica per chi non conosceva la lingua inglese per cui come dice Luì, ” nessuno ti offriva un lavoro importante anche se avevi le capacità di assumerlo e di portarlo avanti con successo se non parlavi inglese”.

Christchurch, città al sud dell’isola  della Nuova Zelanda è la città dove  soggiornano per  36 anni  e dalla quale iniziano le loro peripezie nel mondo del Business. Mentre Luì svolge un sacco di lavori divdersi,

Lilot, donna molto fiduciosa e  coraggiosa, lotta strenuamente e con successo  per ottenere la licenza in esclusiva per la  NZ, dapprima  per le   macchine da cucire svizzere “Turissa” e in seguito per la  ” Rotel”, apparecchi per ottenere  succhi di frutta naturale. Con il buon andamento degli affari anche Luì viene integrato nella ditta d’importazione quale rappresentante di vendita.

Purtroppo nella vita le cose   non vanno sempre per  il verso giusto e  i coniugi vedono svanire in poco tempo  il loro sogno. In quest’avventura Lilot e Luì hanno constatato di persona la cattiveria della natura umana nel senso che molti individui si sono arricchiti sulle spalle dei buoni emigranti che con tanto sacrificio e abnegazione avevano iniziato un loro proprio business per avere una vita migliore.

All’inizio dell’inverno 1960, per motivi famigliari, Luì con tutta la  famiglia rientra in Svizzera dove rimane fino alla fine del 1964, per poi ripartire nuovamente  per la Nuova Zelanda.

Dopo la sfortuna delle prime iniziative commerciali,  Lilot non si arrende  e, come si dice in inglese “never give up” inizia un’ altro episodio della loro vita. Finalmente ottengono un grande successo commerciale che ben si meritano dopo tante pene. E tale è la loro riuscita che decidono di regalare il business da loro creato ai propri collaboratori. Infatti dal 1952 al 1978 (senza contare la parentesi svizzera) Lilot e Luì vivono in Nuova Zelanda ma il loro nuovo obiettivo era di andare in Australia paese con un grande potenziale e in forte crescita economica.  Decidono di provare.

Così nel  gennaio 1978 partono per Perth nel Western Australia, dove inizia un’ altra affascinante  avventura della loro vita professionale ma questa volta nel mondo della “haute couture”. In poco tempo così raccontano Lilot e Luì e  non senza una malcelata soddisfazione, ottengono nuovamente un grande risultato commerciale per cui nel giro di 8 anni si dicono “missione compiuta: è ora di andare in pensione e di girare per l’Australia. Prima però compiono un ulteriore atto di generosità regalando in pratica la loro ditta ad un proprio dipendente.

Dopo il loro meritato pensionamento, Lui e Lilot   lasciano definitivamente  la magnifica citta’ di Perth per andare a vivere a Phillip Island ad un oretta da Melbourne, dove viveva e vive attualmente la loro figlia Christine che a quel tempo stava per dare la nascita al suo primo baby. Dal 1986 al 2000 Lilot e Luì rimangono  a Churchill Island, stupenda e paradisiaca isola dove vivono i Fairy Pinguins e le foche oltre a molti altri volatili, luogo dove ci siamo incontrati per la nostra intervista.

Nel 2000 malgrado le bellezze naturali dell’ isola,  decidono di spostarsi  ancora una volta per essere più vicini alla loro figlia Karen  e alla loro nipotina Rebecca oggi 14 enne  e terza generazione Jacomelli.

Lui e Lilot sono nonni di altre 3 ragazze e di un 21enne dal nome di Alexander Jacomelli, con passaporto svizzero, e con l’intenzione di emigrare in Europa.

Così il sogno che aveva da bambino di andare in America non si avverò ma Luì ci dice che a bocce ferme nulla cambierebbe della sua vita essendo stato con Lilot, molto felici nei paesi “Laggiu’ in Fondo” ossia “Down under”.

Certo che, cari lettori, sarete d’accordo con me: Lilot e Luì hanno dimostrato un carattere, una forza d’animo, una mobilità mentale e professionale unito ad  uno spirito imprenditoriale fuori dal comune e che hanno dato lustro al buon nome della Svizzera e del Ticino all’estero!! Ecco la vera stoffa dei nostri emigranti

Lui e Lilot sono membri della nostra sezione della Pro Ticino e adesso dovrò convincere il resto della loro famiglia a mantenere le tradizioni e farli diventare soci della nostra società.

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