Sopraffatta dai fumi del vino

di Dale Bechtel, swissinfo

Se avete letto il mio precedente post dall’inizio alla fine, avrete notato la fotografia del cimitero di Olema, luogo di sepoltura di molti emigranti. Non ho però menzionato la similitudine tra i suoi monumenti e mausolei e quelli del “cimitero degli americani” a Someo, in Ticino.

Alcune immagini del cimitero di Someo sono visionabili nella galleria fotografica.

Olema

I monumenti di entrambi i cimiteri non raccontano tuttavia la storia delle vite condotte dai quei rancieri e casari e dalle loro mogli. Per saperne di più, perlomeno su come sono passati a miglior vita, mi sono fermato al Museo storico della Contea di Marin, a Novato, dove il bibliotecario mi ha rispolverato un libro che riporta i dati di vari cimiteri della contea, incluso quello di Olema.

Nel libro sono riportati i consueti dati personali, ma ad intrigarmi sono le «cause del decesso». Oltre a diverse malattie (polmonite, influenza), di cui nell’Ottocento e ad inizio Novecento si moriva abbastanza facilmente, sono elencati decessi da «sfuggito al controllo» (immagino si riferisca ad un cavallo), alcolismo cronico, suicidio, strangolamento accidentale e – il più singolare – annegamento in un tino del vino. Non una persona, ma addirittura due! La coppia in questione, secondo il racconto del giornale locale San Rafael’s Independent, stava intrattenendo degli ospiti.

Il marito, 46 anni, andò nel garage dove si trovava il tino e non fece più ritorno. Quando la moglie accorse in suo aiuto, fu «sopraffatta dai fumi del vino, perse l’equilibrio e cadde mortalmente assieme al suo amato».

L’articolo non spiega se al momento stavano intrattenendo gli ospiti. Ma se fosse stato il caso, gli invitati avevano forse così tanto da bere che non si sono accorti che qualcosa mancava. I corpi furono infatti scoperti soltanto il giorno seguente!

Una fonte d’informazione meno singolare ma probabilmente più utile sulla vita condotta all’epoca nella contea di Marin sono i racconti scritti da Dewey Livingstone. Sono parte della collezione del museo, nella quale si trova pure un album dell’Ottocento contenente dei ritagli di giornale sulla “Celebrazione svizzera” a Tomales nel 1888. Vi hanno partecipato 1’000 persone, tra cui molti dignitari giunti all’evento in treno da posti anche lontani come San Francisco.

Il discorso in italiano è stato effettuato da G.F Cavilla (è possibile che si tratti di una trascrizione sbagliata dell’editore di San Francisco Giorgio Cavalli, vedi il mio primo blog). Il discorso è stato «evidentemente molto apprezzato».

I decreti governativi e le iniziative sull’utilizzo dei terreni da parte dei rancieri hanno permesso di mantenere le terre agricole nello stato in cui erano all’inizio del XX secolo. Ci sono molti ranch, storici e attualmente in attività, nel parco nazionale costiero di Point Reyes e in molte altre zone della contea.

Intendo scrivere un contributo più sostanzioso sugli sforzi di rancieri come Sally Gale per far rivivere le tradizioni dell’agricoltura sostenibile e rendere omaggio al patrimonio svizzero italiano. La storia sarà pubblicata nel nostro dossier speciale nelle prossime settimane.

One thought on “Sopraffatta dai fumi del vino

  1. As you may have learned, there were a number of Swiss people from Ticino who settled in Sonoma. When I was a child there was a Swiss Italain group that my grandmother belonged to, but that probably no longer exists. My great Grandmother, Emilia Roberti bought and ran the Swiss Hotel between 1910 and 1920. The hotel, which is really a restaurant and bar is on the plaza in Sonoma. It is still owned by some of her descendants.
    I am enjoying the web site and blogs and msut find some photos to share.
    Thank you for all your work on this issue.

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