La pubblicazione di dati genealogici e la protezione dei dati personali

Genealogist Ronald Willemsedi Ronald Willemse, genealogista

La ricerca genealogica e la conseguente ricostruzione di alberi genealogici non è né breve né semplice. Bisogna consultare registri e documenti non sempre di facile accesso.

Ci vogliono impegno, conoscenze, e soprattutto un’infinità di tempo. Quando si arriva a un buon punto della ricerca (il lavoro non è quasi mai finito) nasce il desiderio di condividerla con i familiari, e con altri interessati.

Pubblicazione
La messa a disposizione del proprio lavoro e il confronto con i dati raccolti da altri ricercatori (attività che sarà fra l’altro riproposta dalla SGSI), è utilissima per trovare e correggere possibili errori di trascrizione ed interpretazione, come pure per l’integrazione dei propri dati. Le ricerche possono infine essere pubblicate su carta, come nel nostro bollettino genealogico, su altre riviste, libri o persino distribuite sotto forma di fotocopie. Oggi, più che mai, esiste inoltre la possibilità di pubblicazione in rete. Internet offre un’infinità di dati utili alla ricerca genealogica, soprattutto in paesi dove esiste un grande interesse popolare verso questa disciplina. Questo mezzo è una notevole fonte di nuovi contatti.

Persone defunte
Per principio, la protezione dei dati concerne soltanto le persone ancora in vita. Tutte le informazioni che riguardano le persone defunte, compresi i loro dati di stato civile, sono di dominio pubblico e liberamente accessibili. Premesso che i dati genealogici non possono essere soggetti a diritti d’autore, un albero genealogico che contiene solo dati di persone defunte può di regola essere liberamente pubblicato o trasmesso a terzi. Si fa comunque notare che gli eredi possono chiedere la rimozione di dati delle persone defunte, nella misura in cui sono ritenuti lesivi nei loro confronti.

Persone viventi
Il discorso cambia quando la pubblicazione contiene riferimenti a persone viventi, o possibilmente viventi (cioè nate meno di 100 anni fa). Quando si ottengano, anche verbalmente, le date di nascita e di matrimonio, la professione o altri particolari (che si possono considerare privati da parte dei familiari), c’è da domandarsi se è implicito il consenso alla relativa pubblicazione. A meno di aver ottenuto un’autorizzazione scritta da parte dei diretti interessati, sta quindi al ricercatore di limitare la possibile diffusione di dettagli sensibili delle persone citate. La legge parla di “dati personali degni di particolare protezione”, e li definisce come dati concernenti le opinioni o attività religiose, filosofiche, politiche o sindacali, la salute, la sfera intima o l’appartenenza a una razza, le misure d’assistenza sociale, i procedimenti o le sanzioni amministrative e penali. Le definizioni sembrano chiare, a parte “la sfera intima” che può essere soggetta a diverse interpretazioni. La maggior parte delle persone citate non ha nulla in contrario, anzi, è ben contenta di ritrovarsi in un albero genealogico e contribuisce attivamente con segnalazioni di nuovi eventi o cambiamenti. Come regola, se si vogliono comunque includere le persone viventi, ci si può limitare a citare unicamente nome e cognome nel contesto familiare, senza date, luoghi o altre informazioni. Ma anche così potrebbero restare dei casi di persone che si ritengono toccate nella loro sfera intima, per esempio nei casi di divorzio o di figli illegittimi, situazioni in cui la discrezione è di rigore.

Registri svizzeri
È compito dello Stato conservare i registri di stato civile e altri registri pubblici, e regolare la modalità di messa a disposizione dei relativi dati al pubblico. Anche qui esiste la rigorosa differenza fra persone viventi e persone decedute. In Svizzera la consultazione dei registri è sempre soggetta ad un’autorizzazione dell’autorità cantonale di vigilanza. Anche se in questo contesto prevale il diritto federale, vi sono delle notevoli differenze nell’applicazione fra un cantone e l’altro.

Registri esteri
Paese che vai, legislazione che trovi.
In Olanda, per esempio, gli atti di stato civile sono liberamente accessibili al pubblico presso gli archivi comunali e regionali dopo 100 anni (nascita), 75 anni (matrimonio) e 50 anni (morte). Questi ultimi, perché anche se l’atto di morte concerne una persona defunta, può contenere dati dei familiari viventi. L’accesso ai registri più recenti viene concessa dietro un impegno scritto da parte del ricercatore a non copiare o diffondere dati di persone viventi riscontrati nei documenti consultati.
Negli USA ogni stato gestisce il discorso della privacy a modo suo. In California, interessante per seguire i discendenti dei nostri emigrati, tutte le nascite dal 1905 al 1995 sono disponibili liberamente in internet, compreso il cognome da nubile della madre, molto utile dal punto di vista genealogico. Lo stato dell’ Arizona ha digitalizzato tutti i certificati di nascita e li rende disponibili in rete dopo 75 anni.

3 thoughts on “La pubblicazione di dati genealogici e la protezione dei dati personali

  1. “In California, records of all births from 1905 to 1995 are freely available on the internet, including the maiden name of the mother.”

    Unfortunately the records are NOT freely available, what is available is transcriptions of the CA birth index, (which contain lots of errors).

    California law says you can obtain an authorized copy or an informational copy. An informational copy contains the same information as an authorized copy, but will have a legend across the face with the statement “INFORMATIONAL, NOT A VALID DOCUMENT TO ESTABLISH IDENTITY.” BE AWARE that this writing will block out whatever is written underneath and that can include vital data (like dates, etc.)

    California vital records prior to July 1st, 1905 are found within the county where the event occurred. Records thereafter were kept by the State Registrar of Vital Statistics. No statewide index is available for records prior to 1905. For birth, marriage and death records prior to 1905, write to the clerk of the county in question. For birth, marriage and death records after 1905, write: Office of Vital Records and Statistics, Department of Health Services-Sacramento.

    For all USA States-VitalChek is a service that will allow you to order copies of birth, death, marriage and divorce certificates for your ancestors. BUT you must know the Date of Birth, State of Birth, Fathers FULL name and Mothers MAIDEN name

    “Given that genealogical data is not subject to copyright, a family tree limited to persons who have already died may normally be published or transmitted to third parties quite freely.”

    Unfortunately copyright laws are different country to county and some countries the data is copyrighted. Consult a copyright attorney regarding this matter.

    “The law speaks of “personal data deserving of special protection””
    Again this is different country to country, so check the laws where you are. US laws are different that Swiss laws for example.

    “As a rule, though, when living persons are included, information about them should be limited to name and family name, while omitting dates, places and other information. But even so some people might feel their privacy has been infringed, for example if they have been divorced or had illegitimate children – situations in which discretion is essential.”

    The genealogical standard is to NEVER publish on the internet any information on those living. Identity theft is peoples main concern. Having their name and their mother’s maiden name is giving the thief’s half the information they need. So keeping data 3-4 generations away from the living person is the best unless you have their person. So if it is me then great grandmother or great great grandmother would be the lowest generation. Also do not do Living Lastname as found on Ancestry.com as this still gives the mother’s maiden name.
    Of course sharing information with proven family members is a different matter.

    While “The internet provides a wealth of data for genealogical research”
    TONS of the information is incorrect and lots is what a person wishes their genealogy to be. This incorrect information gets re-posted over and over and unfortunately some people read what is posted and take the information as fact. I consider data found on the internet as a starting place, from their you have to find the Primary and Secondary sources to PROVE the information. Without documentation it can only be considered hearsay. Of course this does NOT apply to pay services that provide actual copies of source information.

  2. “So keeping data 3-4 generations away from the living person is the best unless you have their person. ” Should be “So keeping data 3-4 generations away from the living person is the best unless you have their personal permission”.

  3. Mrs. Jill Sybalsky,

    Thank you for you valuable comments, which deserve a short feed back.

    By writing that birth records 1905-1995 in California are freely available on the internet, I intended that SF-Genealogy and other organisations are legally allowed to publish the transcriptions. We are well aware to be careful because there are quite some errors, however, this does not stop me from using these transcriptions, obviously with a corresponding source indication, so that people know. The same caution and attitude is due to information found in other family trees. Unfortunately we cannot always verify all information with the original documents, so we have to take a minimum risk. But even with original census, parish or civil records you will not only encounter many errors in spelling and dates, but often contrasting or wrong information.

    Again, privacy is regulated by laws which, as you correctly pointed out, can be quiet different between one country and another. I suppose that Ancestry.com, as you mentioned, by using the “living lastname” option, cannot legally be prosecuted in the U.S. As a rule, the Swiss laws only protect the privacy of living people, and here, publishing a family tree with only first and surnames is not considered against the law, as long as you provide an option for immediate removal upon first request.

    In Europe identity theft is certainly not such a big issue as it is in the U.S., but if you personally prefer to keep data 3-4 generations away from the living this is your choice, obviously fully respected, but I don’t believe that you can legally enforce this to others.

    Ronald

Leave a Reply to Ronald Willemse Cancel reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.